L'Europa Post COVID19

Aggiornato il: 6 giorni fa

Stiamo scoprendo una forma di vita che è un centinaio di volte più piccola di un globulo rosso e che è in grado di causare danni tali da provocare la morte.



Non solo problemi legati alla salute come stiamo vedendo in queste settimane; per via della quarantena anche l’economia si sta fermando e lo spettro di una forte recessione, forse peggio di quella del 2008, si sta prepotentemente affacciando alla nostra porta. Logico che i Paesi meno indebitati patiranno meno, altrettanto logico che l’Italia, massacrata dalla burocrazia che tiene più o meno quasi tutto fermo, soffrirà più degli altri. La maledetta burocrazia che anche in una realtà piccola ma complicata come la nostra, ha determinato che per aprire un bar ci vogliono tra carte, scartoffie e pellegrinaggi in vari uffici, non meno di 8 mesi.


Non tutto però è circoscritto all’ambito economico o sanitario, v'è anche il lato sociale e politico a spaventare, financo di più. Come tutti vedono, per fare solo un esempio, la grande e forte Germania, avendo sottovalutato il pericolo, si trova in questi giorni ad affrontare ciò che noi abbiamo già affrontato e stiamo ancora affrontando da circa due settimane.


Ci siamo fatti alcune domande. A bocce ferme il popolo tedesco consentirà alla Cancelliera ed al suo Governo di rimanere al suo posto dopo questa evidente sottovalutazione? Penso di no visto che anche prima del virus non otteneva grande consenso e che, a parer mio, ha finito il "suo periodo". Chi verrà dopo di lei? (Il discorso vale per tutti i paesi Europei) Vista la disgregazione dell'Europa difronte ad un pericolo come il covid19, i popoli daranno fiducia a nuove classi dirigenti? Se sì, saranno nuove perché affermeranno la volontà di scrivere nuove regole oppure continueranno sulla stessa strada? E se i popoli dovessero decidere di dare fiducia a coloro che l'Europa non la vogliono? Se sull'onda di Brexit si disgregasse tutto? In definitiva, l'Europa continuerà ad essere governata dalla Bundes Bank o saranno i popoli a decidere il futuro?

La risposta arriverà dopo la fine dell’emergenza, dopo le inevitabili lunghe polemiche che si scateneranno speriamo solo a livello politico e dopo le elezioni negli USA. Purtroppo non è facile prevedere cosa accadrà vista la totale assenza di statisti in grado di prendere in mano la situazione, magari con decisioni poco popolari, ma per il bene di tutto il continente e non è certo scimmiottando de Gaulle come, poveretto, cerca di fare Macron che si otterranno risultati positivi.


Mi viene da fare un appello a tutti, Amministratori in particolare: collaboriamo, in questo periodo non esistono la maggioranza e l’opposizione. I nostri Consiglieri sono da tempo a disposizione. Non chiudetevi nel vostro castello perché i dubbi citati qui sopra derivano dalle divisioni politiche e portano a conseguenze pericolose. Dividete i compiti tra tutti e accettate l’aiuto di tutti.


Il confronto politico adesso è fondamentale e l’apporto di idee diverse può fare la differenza.


Articolo a cura di: Michele Azzetti


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