L’ultima, triste giravolta di Grillo: l’uomo dei Vaffa-day ora vuole un governo “con tutti dentro”


Chi avrebbe mai immaginato soltanto qualche mese fa che Beppe Grillo avrebbe dato vita a questa ennesima, imprevedibile metamorfosi?


Nessuno, probabilmente, vedendolo urlare nelle piazze contro la casta politica italiana vecchia e corrotta, nemico da abbattere di un Movimento 5 Stelle che schiumava rabbia e prometteva di rimettere i cittadini al centro della scena. Poi, la sceneggiatura ha preso una piega imprevista, almeno da chi a quella forza nascente aveva affidato le proprie speranze e, in concreto, il proprio voto. Un copione che proprio in queste ore ha visto scritto il proprio capitolo finale.


Con l’ingresso nei palazzi del potere, Grillo ha trascinato nel suo trasformismo quasi tutti gli onorevoli pentastellati, quelli che era un tempo animatori dei meet up e dei Vaffa Day insieme al comico genovese. Pronti via, ed ecco subito il primo colpo di scena: Matteo Salvini, nella famosa estate del Papeete, si tira indietro, invocando “pieni poteri” e strappando con il Movimento. Che, tra lo stupore generale di chi lo aveva supportato, finisce per allearsi con il nemico giurato, il Partito Democratico, oggetto nei mesi precedenti di anatemi feroci e promesse di guerra. Tutto superato, in un attimo.


Una rivoluzione copernicana, un solco dopo il quale sarebbe stato lecito attendersi tutto da un Movimento già cosa altra rispetto a quello che invitava gli italiani a ribellarsi a una politica inadeguata e malandrina. E che infatti non ha mancato di continuare a stupire, in negativo, nei mesi successivi. Rimangiandosi pian piano ogni promessa fatta agli elettori, raggiungendo il definitivo punto di non ritorno con l’approvazione della riforma del Mes, strumento demonizzato soltanto qualche settimana prima. Tutto per la poltrona, senza margini di dubbio. Grillo in testa, a capitanare ogni capriola, fino all’ultima, in queste ore.


Il comico genovese è arrivato infatti alla teorizzazione del “governo di tutti”, con dentro amici e nemici, partiti vicini e lontani. Poco importa, purché si riesca ad andare avanti incollati a quelle posizioni guadagnate con fatica nel corsi dei mesi, sgomitando con gli alleati di turno. L’inciucio degli inciuci nella sua forma più delineata, roba da far accapponare la pelle a chi, ingenuo e ben disposto, nei Cinque Stelle aveva creduto davvero. La metamorfosi è completa, o quasi. Perché, all’insegna dell’arrivismo, potrebbe esserci ancora qualche sorpresa dietro l’angolo.


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