Rassegnamoci, ci ritocca la Boschi: ormai scontato un ritorno come ministro

Faremmo meglio a rassegnarci da subito, onde evitare delusioni nei prossimi giorni: con tutta probabilità, ci toccherà assistere al grande ritorno nei palazzi di Maria Elena Boschi, l’alfiere di Matteo Renzi al centro di ogni possibile accordo di governo.

Con la crisi ormai alle porte, si lavora in maniera ossessiva a una nuova intesa che permetta di scongiurare il ritorno al voto. Il tutto, si badi bene, per permettere a un esecutivo totalmente schiavo dei diktat di Bruxelles di continuare a gestire le briciole lasciate all’Italia dall’Europa. Gonfiando il petto e facendo credere agli italiani che, tutto sommato, meglio di così non si sarebbe potuto fare.


Largo, così, alle trattive serrate. Ministri che vanno, ministri che vengono, in un puzzle complicatissimo da incastrare e che potrebbe alla fine vedere il Movimento Cinque Stelle cedere qualche pezzo pur di salvere le poltrone, ormai mission accertate di un partito che un tempo schiumava rabbia contro la casta politica corrotta. Acqua passata. Oggi, la titolare del Lavoro Nunzia Catalfo potrebbe cedere il passo, così come Vincenzo Spadafora, per far spazio a esponenti di Italia Viva e raffreddare i bollori di Renzi. Secondo il Messaggero, tra i nomi che potrebbero saltare c’è anche quello di Paola Pisano, ministra dell’Innovazione. Blindata, invece, Lucia Azzolina, intoccabile nonostante un’esperienza di governo a dir poco fallimentare.


A spingere per qualche avvicendamento nella squadra sono però anche i grillini rimasti a secco di poltrone importanti, e che ora sperano in un cambio della guardia che potrebbe far scattare il loro momento. Carla Ruocco, Stefano Buffagni, Giancarlo Cancellieri e Luca Carabetta sono tutti in attesa della giusta occasione, a danno dei colleghi di partito già premiati dalle precedenti spartizioni di incarichi. Ma anche dalle parti del Pd le pretese sono tante, e accontentare tutti si fa sempre più complicato col passare dei giorni.


Conte sa di avere di fronte un ostacolo difficile da superare: soddisfare le pretese di Renzi in primis e degli scontenti di Pd e M5S a seguire, e farlo in fretta. Il passare del tempo rende infatti ancora più grottesca l’immagine di un governo già in ritardo abissale nella gestione della crisi economica figlia della pandemia e sempre meno gradito agli occhi dei cittadini. Costretti ad assistere, in questi giorni inverosimili, all’ennesima spartizione delle poltrone mentre gli italiani sono abbandonati a loro stessi.

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