Festival 2018: “La RAI ha CENSURATO le domande scomode”.

16/02/2018

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Dopo aver rivelato in anticipo i nomi dei vincitori  del Festival di Sanremo 2018 ed aver denunciato a Striscia La Notizia lo scandalo del Televoto - ieri a Radio Padania Libera - ho denunciato lo scandaloso bavaglio imposto dalla RAI ai giornalisti accreditati al Festival e che nei giorni scorsi, durante le quotidiane conferenze stampa, avrebbero voluto proporre anche domande per così dire “scomode” ma che puntualmente, non venivano ammesse e pertanto CENSURATE.

Infatti, è successo anche a me durante la conferenza stampa di sabato 10 febbraio in occasione della quale, avrei voluto rivolgere una domanda al direttore artistico Claudio Baglioni, per chiedere qual era stato il criterio di selezione dei testi delle canzoni in gara ovvero, avrei voluto sottolineare la faziosità del Festival filo Boldriniano, riallacciandomi in particolare, alle dichiarazioni di Matteo Salvini (presente come spettatore nel corso della 4^ puntata) che aveva notato e commentato in un video postato sul suo profilo Facebook, come tra le canzoni in gara, ce n’erano alcune che trattavano l’argomento migranti e nessuna che al contrario, raccontasse dei problemi dei terremotati piuttosto che degli italiani indigenti.

Ovviamente, la mia domanda, preventivamente ed obbligatoriamente anticipata ai responsabili della Sala Stampa Rai, è risultata a loro insindacabile giudizio, inopportuna e di conseguenza censurata.

Indubbiamente, se mi fosse stata concessa l’opportunità di fare un’osservazione che in qualche modo, rifletteva il punto di vista di Matteo Salvini, quest’ultima, avrebbe accesso una polemica che gli organizzatori non avevano alcun interesse innescare, considerando anche e soprattutto, che nell’ultima serata del Festival, sempre in tema Boldrini e pro-clandestini, era in scaletta il monologo “pro-invasione” egregiamente recitato da Pierfrancesco Favino

In questo contesto di allineamento mediatico - sentire poi la Boldrini che si rivolge a Salvini e gli dice:

Si occupi di più degli Italiani che degli immigrati

Potrebbe indurci a pensare che stiamo assistendo ad una puntata di SCHERZI A PARTE !!

Peccato però, si tratti di una esilarante trasmissione che appartiene ad un recente passato nel quale forse, al centro dell’attenzione, c’erano ancora altri interessi “nazional popolari”.

 

Dario Antonio

 


 

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